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Vuoi andare in una pinseria Tivoli? O vuoi semplicemente ordinare la pinsa romana, che è uno dei piatti tradizionali della loro cucina? Sebbene sia molto simile alla pizza, l’impasto e la farina scelta per preparare la pinsa si differenzia dal prodotto tipico napoletano. Negli ultimi anni, la pinsa sta ottenendo anche un discreto successo: è diventata anche una sorta di specialità gourmet. Scopriamone di più.

Cos’è la pinsa e come mangiarla

A tutti gli effetti, la pinsa è una invenzione recente, soprattutto se la compariamo alla puzza. Ci sono delle differenze sostanziali, anche nella preparazione. Possiamo definirla come una focaccia allungata, una sorta di antenata della pizza.

L’impasto della pinsa è a base di farina di frumento, oltre che di soia e di riso: il mix è stato mantenuto segreto a lungo, soprattutto perché si ottiene un effetto morbido fuori e croccante dentro. Grazie alle sue 24 ore di lievitazione, risulta anche estremamente digeribile.

Le origini del termine pinsa derivano dal latino pinsere, che in italiano si può tradurre con in termini di allungare e stendere. Certamente, quella di oggi è una rivisitazione rispetto all’antichissima ricetta degli Antichi Romani. In ogni caso è un prodotto che non si può non provare.

Dove mangiare in una pinseria a Tivoli

Se ti trovi a Tivoli e vuoi assaggiare una pinsa della tradizione puoi andare a La Pinseria La Fornarina, il cui menu è davvero ricchissimo. Si possono trovare tantissime varianti, con polpo e peperoni, ma anche con pomodoro e gamberetti, o anche con porcini e taleggio.

L’impasto della pinsa si presta in effetti a innumerevoli varianti: possiamo abbinarla ai salumi, ma il risultato è ottimo anche con salmone affumicato. Sul loro menu ci sono anche le pinse classiche: dall’ortolana alla capricciosa, c’è l’imbarazzo della scelta, e le cosiddette “speciali” sono un tripudio di sapori.

Di editor