Prima di scegliere formati, tono di voce o frequenza di pubblicazione, c’è un passaggio che molte aziende saltano: capire davvero cosa vogliono ottenere dai social. Senza obiettivi chiari, qualsiasi pianificazione social media rischia di trasformarsi in un elenco di post senza una vera direzione.
Distinguere tra obiettivi generali e obiettivi operativi
Un obiettivo come “essere più presenti sui social” è troppo vago per guidare qualsiasi decisione concreta. Serve scendere di livello e trasformarlo in qualcosa di operativo: aumentare le richieste di contatto ricevute tramite i canali social, far crescere il numero di persone che interagiscono con i contenuti, portare più traffico qualificato verso il sito aziendale.
Gli obiettivi generali servono a dare senso al lavoro, ma sono gli obiettivi operativi a determinare cosa pubblicare, quando farlo e su quale piattaforma. Un’azienda che confonde i due livelli fatica a valutare se il lavoro sta funzionando, perché non ha nulla di concreto da misurare.
Collegare gli obiettivi social a quelli aziendali
I social non vivono in un mondo a parte. Un obiettivo social ha senso solo se si collega a qualcosa che conta davvero per l’azienda: più vendite, più contatti qualificati, una reputazione più solida presso clienti e fornitori, oppure una maggiore capacità di attrarre nuovo personale.
Chi imposta gli obiettivi social senza guardare al quadro aziendale complessivo rischia di investire tempo e budget in attività che, pur funzionando sui social, non portano benefici reali all’azienda. Prima di scrivere il primo obiettivo, vale la pena chiedersi: se questo obiettivo viene raggiunto, cosa cambia concretamente per il business?
Adattare gli obiettivi a ogni piattaforma
Non tutti i canali social servono allo stesso scopo. Un obiettivo che ha senso su LinkedIn, come costruire autorevolezza in un settore B2B, può non avere lo stesso peso su Instagram, dove spesso prevale un obiettivo legato alla community e al riconoscimento del brand.
Impostare lo stesso obiettivo su ogni piattaforma porta quasi sempre a risultati deludenti, perché ogni canale ha un pubblico diverso e un linguaggio diverso. Chi si occupa di pianificazione social media, come Mpquadro.it che segue da tempo progetti in questo ambito, imposta obiettivi differenziati per ciascun canale, proprio per rispettare le caratteristiche specifiche di ogni piattaforma e ottenere risultati coerenti con le sue potenzialità reali.
Rendere gli obiettivi misurabili nel tempo
Un obiettivo che non può essere misurato resta un’intenzione, non un obiettivo vero. Va definito un intervallo di tempo (un trimestre, un semestre) e un indicatore concreto che permetta di dire, alla fine del periodo, se l’obiettivo è stato raggiunto oppure no.
Questo passaggio costringe a essere realistici. Un’azienda che parte da zero follower non può aspettarsi migliaia di contatti in un mese, così come un’azienda con un pubblico già consolidato può puntare a obiettivi più ambiziosi. Definire obiettivi realistici, calibrati sul punto di partenza reale, evita sia la frustrazione di traguardi irraggiungibili sia la pigrizia di traguardi troppo facili.
Rivedere gli obiettivi con il tempo
Gli obiettivi social non restano fissi per sempre. Un’azienda che ha lavorato per mesi sulla brand awareness, una volta raggiunta una base solida di follower, può spostare l’attenzione verso obiettivi più legati alla conversione. Allo stesso modo, un cambiamento nel mercato o nell’offerta aziendale può richiedere una revisione degli obiettivi già definiti.
Trattare gli obiettivi come un punto di partenza da rivedere periodicamente, e non come un traguardo scritto una volta per tutte, è quello che distingue una strategia social che evolve nel tempo da una che resta ferma agli stessi indicatori, indipendentemente da come cambia l’azienda che la sta portando avanti.